La meditazione della mano per migliorare la tua attenzione

Come più volte abbiamo visto nei numerosi articoli nel nostro blog, l’attenzione consapevole è la forma più alta di libertà dai nostri meccanismi, siano essi mentali, emotivi o corporei.

 

In una qualsiasi giornata in cui siamo presi dalle mille cose da fare, non ci passa per la testa che abbiamo l’opportunità di scegliere le azioni migliori da compiere in una data situazione e lasciamo senza accorgercene che gli automatismi della nostra personalità agiscano per noi. Chiediamo prontamente scusa per tutto, ci arrabbiamo per qualsiasi cosa, svolgiamo compiti che ci vengono richiesti anche se non ci competono, oppure non facciamo una data cosa perché diamo per scontato che non ci riesca.

 

Tutto questo non è autentico ma solo programmato. Mi spiego meglio: i programmi vengono creati da esperienze vissute e credenze apprese dal nostro albero genealogico. Ma ciò che noi abbiamo sperimentato e ciò che conosciamo non è  che solo uno spaccato delle infinite possibilità che potremmo concederci se solo ampliassimo lo sguardo.

Ecco allora che l’attenzione consapevole gioca un ruolo fondamentale. Essere arrabbiati e rispondere male pentendosene subito dopo è solo un dispendio inutile di energie. Provare la rabbia, invece, portando l’attenzione consapevole a quella emozione, dandosi il permesso di indagare quale sia il vero ostacolo che ci separa da ciò che davvero vogliamo, può permettere di passare a un’azione non più reattiva, ma consapevole, sia che lo scontro con una persona o situazione venga o meno.

 

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Cammina e non avere pensieri…

Altra situazione invece è fare un’azione semplice, come quella di camminare per strada ed essere completamente persi nel rimuginio della propria mente, o peggio ancora, con la testa piegata sul cellulare concentrati su video, notizie e informazioni per lo più inutili in quel momento. Se siamo fuori dall’attenzione consapevole di ciò che stiamo facendo rischiamo anche di inciampare, sbattere contro qualcuno, non vedere che una macchina ci viene incontro, oppure la nostra anima gemella ci passa accanto e noi non la stiamo neanche notando.

 

Quante volte ci siamo accorti di aver compiuto un’azione dopo che l’abbiamo fatta? E noi dove eravamo mentre tutto ciò accadeva? Se questo succede nel piccolo, non ci stupiamo se poi nel grande ci accorgiamo di aver vissuto una vita che viviamo come se fosse quella di qualcun altro e ci chiediamo dove fossimo mentre tutto stava accadendo.

 

Sviluppare l’attenzione consapevole dovrebbe essere una pratica che si insegna fin dal principio, da quando siamo piccoli, così da garantire una vita presente a se stessa per ogni individuo.

 

Ma è difficile apprendere questo insegnamento se non abbiamo nessuno che ce lo trasmette, senza contare le scuole, almeno quelle che noi adulti abbiamo frequentato.

Tuttavia non è mai troppo tardi perché un modo per sviluppare e per allenare la consapevolezza c’è.

Ti propongo un esercizio da poter fare autonomamente.

 

La meditazione della mano

Ritagliati pochi minuti di tempo senza stress, allontanati da qualsiasi luogo caotico e posizionati in un punto preciso, al chiuso o se preferisci all’aperto. In piedi rilassa le spalle, fai qualche respiro, e poi chiudi gli occhi per qualche secondo dando a te stesso il tempo di percepire solo il tuo respiro.

 

Una volta fatto, apri gli occhi e porta davanti al volto il palmo della tua mano, destra o sinistra non importa ma a una distanza sufficiente per avere una vista nitida. Comincia a osservarne semplicemente la forma, contempli le dita, osserva il colore, percepisci la sensazione termica, noti le rughe e così via, come se fosse la prima volta che la vedi. Lentamente passi lo sguardo oltre la tua mano sempre tenendola davanti a te, ma lasciandola in secondo piano mentre in primo piano  c’è lo sfondo, e poi ritorni ancora una volta a osservare la tua mano e viceversa, come per alternare due messe a fuoco differenti.

Fare questo esercizio significa allenarsi all’attenzione consapevole e puoi farlo tutte le volte che ne avrai voglia, tenendo presente che pur sembrando un esercizio piuttosto banale, è un allenamento che aiuta ad avere un approccio interiore differente. Sperimenta e accorgiti di cosa cambia.

 
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