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Patriarcato e matriarcato: qual è la rivoluzione individuale da adottare oggi

Patriarcato oggi

A scuola ci hanno raccontato che le forme sociali patriarcali prevedono il predominio degli uomini sulle donne, mentre nelle antiche culture matriarcali erano le donne a detenere il comando. Questa è una visione estremamente limitata e limitante, in quanto i due modelli sociali si fondano su differenze ben più profonde, che si dipanano in tutti gli ambiti della civiltà stessa, e dunque della vita degli individui.

Matriarcato e Patriarcato: quali sono le differenze

Le civiltà matriarcali sono tutte quelle comunità di nativi, che si basano su un’economia circolare e su una stretta relazione con gli elementi e con le leggi della natura. Rappresentano aggregazioni di individui che vivono ancora in contatto con lo spirito profondo dell’essere umano e dell’universo.

Migliaia di anni fa, gli esseri umani erano organizzati in società di stampo matriarcale, ma ancora oggi resistono oasi di questo tipo, sparse per il mondo, laddove il fantomatico “progresso” non è ancora arrivato a portare devastazione e distorsioni sociali. Stiamo parlando dei piccoli villaggi sulle Ande, delle comunità che vivono nelle steppe siberiane, di alcuni luoghi della foresta Amazzonica e dell’Africa nera, di alcune comunità delle riserve degli indiani d’America.

Le principali caratteristiche delle società matriarcali sono:

  • connessione profonda con Madre Natura: il rispetto delle leggi naturali è alla base della comunità, le persone si sentono parte di un tutto e in quanto elementi di un sistema, si comportano in modo da interagire con il sistema stesso in maniera funzionale; considerano la Terra un bene comune, dunque in genere non esiste l’idea della proprietà privata, cioè del possedere parti di terra, ma piuttosto vige l’idea che si possa “prendere in prestito” un pezzo di terreno, per utilizzarlo con rispetto e in sinergia con la natura;
  • suddivisione dei ruoli sociali in base alle leggi naturali: in queste comunità l’individuo è unico e portatore di valore in quanto creatura esistente, con le sue risorse e i suoi specifici talenti; ognuno riveste il ruolo gerarchico che per natura è chiamato a rivestire in base alle sue attitudini, alle sue potenzialità e alle sue aspirazioni. Gli anziani possiedono la saggezza per condurre la comunità, i giovani possiedono la forza e l’agilità per lavorare e difendere la comunità, i bambini sono il tesoro della comunità stessa, i più deboli (malati, disabili ecc.) sono degni di protezione e rispetto in base a un senso di responsabilità che affonda le radici nell’amore e nell’inclusione;
  • le regole su cui si basa la comunità sono semplici e collegate alle leggi naturali, dunque gli individui conducono una vita sana, equilibrata, senza l’ossessione del tempo; le attività sono molto basiche: ci si occupa della produzione di cibo, dell’artigianato, degli animali, della cura personale, dei rituali, delle attività per mantenere il corpo e la mente in salute;
  • vigono le regole di un’economia circolare e solidale, non esiste il problema della gestione del potere, bensì tutti contribuiscono e tutti godono delle “ricchezze” comunitarie: non c’è il bisogno di prevaricare sugli altri esercitando un potere “sottrattivo”.

Patriarcato e potere

A un certo punto della storia dell’umanità, è subentrato un “virus” mentale, ossia l’idea di possedere un potere sugli altri si è fatto strada nelle menti umane, e così sono nate le prime civiltà patriarcali, le cui caratteristiche sono:

  • senso di superiorità dell’essere umano su tutto il resto della natura, che porta ad arrogarsi il diritto di sfruttarla e utilizzarla per accumulare potere, senza tenere conto del futuro e delle generazioni che verranno; nasce così la proprietà privata, il bisogno di possedere più cose possibili, l’ossessione del confronto con gli altri (se possiedo più di te, sono migliore di te, mi sento superiore e sto meglio);
  • suddivisione dei ruoli sociali in base al potere sottrattivo: il potere viene esercitato da poche persone (se non addirittura da una sola come nelle dittature, negli imperi, nelle monarchie) che tentano di tenere tutti gli altri in uno stato di sottomissione, esercitando così un potere manipolatorio volto a ottenere benefici personali e non certo comunitari; le masse da governare (piccole o grandi che siano) vanno standardizzate, omologate, spegnendo ogni singola aspirazione del singolo in modo da mantenere le persone in uno stato di impotenza, da schiacciarle per poterle sfruttare;
  • le regole sociali diventano molto complesse e allontanano le persone dalla loro naturalità, il tempo diventa centrale, tutto deve tendere alla funzionalità della civiltà stessa, la vita diventa qualcosa che ruota intorno ai doveri sociali, dunque una parte della società stessa diventa inutile (anziani, disabili, malati ecc.) in quanto non serve al sistema;
  • l’economia si basa su un meccanismo sottrattivo: un piccolo manipolo di persone detiene la maggior parte della ricchezza a discapito di tutti gli altri, cioè del popolo, che viene costantemente impoverito attraverso meccanismi diversificati (tassazione, privazioni, imposizioni ecc.).
patriarcato

Il patriarcato oggi: i limiti all’evoluzione umana

In linea di massima, secondo i nostri studi e le nostre personali ricerche, possiamo ipotizzare che il patriarcato è sorto con l’avvento delle religioni monoteiste e in seguito all’organizzazione delle comunità in centri stanziali nei quali si sono creati dei ruoli gerarchici distorti.

Dunque stiamo vivendo un patriarcato che dura da parecchi millenni. Ma nella nostra società contemporanea, oggi ha raggiunto una deriva materialista che mai prima ad ora si era affacciata sul pianeta Terra.

Oggi il patriarcato è giunto al suo massimo potenziale, si è estremizzato fino ad arrivare al globalismo e al delirio di onnipotenza da parte di chi detiene il potere economico e finanziario di tutto il mondo. Assistiamo a masse di individui senza più identità, senza sogni e senza aspirazioni, che vivono come automi la loro quotidianità, senza porsi domande, senza chiedersi il senso della vita.

Semplicemente sopravvivono in una routine da schiavi in quanto l’apparente libertà di cui dispongono impedisce loro di accorgersi che sono schiavi dentro, da un punto di vista delle credenze mentali. Si lasciano guidare dalla televisione, dal sentito dire, dai luoghi comuni, da ciò che richiede meno sforzo e dall’idea della comodità.

Il patriarcato oggi rappresenta la più grande struttura di potere sottrattivo che l’essere umano abbia mai creato su questo pianeta. Esiste un meccanismo di potere sottrativo in tutti i livelli della società: i paesi più ricchi che sfruttano i paesi più poveri, le multinazionali più potenti che fanno la guerra ai piccoli negozi, i governi che schiacciano i popoli attraverso finte democrazie in cui la sperequazione sociale è ancora immensa, la legge de più forte che schiaccia il più debole si insinua in tutte le realtà, dalle singole famiglie alle istituzioni scolastiche, nello sport, nella religione.

Assistiamo allo sfarzo del clero e delle classi politiche a discapito del singolo. Vediamo ogni giorno il desiderio ossessivo di standardizzare gli esseri umani rendendoli macchine da produzione e da consumo. Possiamo riconoscere una serie di azioni che portano alla devastazione delle foreste, dei mari, della natura in generale.

Dunque che tipo di civiltà è questa? Cosa significa realmente la parola “progresso”? Oggi i tassi di depressione e di disturbi derivanti dallo stress e dall’ansia hanno raggiunto livelli inimmaginabili rispetto a un tempo.

Oggi la complessità della vita umana è arrivata all’apoteosi: tu sei un codice fiscale, una password, un numero di serie, un codice a barre, un soggetto da tracciare per studiarne i consumi, i desideri reconditi e per poterlo indirizzare verso acquisti e scelte manipolate.

Oggi le leggi della natura sono state rimpiazzate da leggi sociali che hanno come unico fine quello della produzione e del consumo per tenere in piedi una deriva capitalista che sta creando come non mai una differenza abissale nella spartizione della ricchezza e delle risorse esistenti sul pianeta: pochi individui che posseggono il 90% della ricchezza, e miliardi di persone che si devono accontentare del restante 10%.

Dunque come si fa ad accettare passivamente tutto questo? Non siamo tutti d’accordo che il più grande limite all’evoluzione umana è proprio quello di farci sentire impotenti, impauriti, debilitati, inutili?

patriarcato e come affrontarlo

Dal patriarcato al matriarcato: la soluzione individuale

Come si può oggi fronteggiare questa deriva patriarcale? Come si può oggi disobbedire al sistema per recuperare la nostra naturalità e il nostro diritto di esistere e di vivere secondo le leggi dell’universo di cui facciamo parte?

Non è più tempo di rivoluzioni in piazza. Non è più tempo di affermare un femminismo che viene scambiato per matriarcato quando invece è solo un atteggiamento maschile di rivolta portato avanti dalle donne. Non è più tempo di organizzare manifestazioni in cui folle urlanti e arrabbiate reclamano i loro diritti in maniera disordinata e fallace.

Oggi è necessario utilizzare un altro tipo di disobbedienza, ricercando dentro di noi la nostra più profonda autenticità. Recuperare il nostro valore in quanto creature umane, recuperare dei ritmi più sani e naturali, recuperare il nostro potere personale di auto-determinazione, è ciò che ci viene richiesto per compiere un vero salto evolutivo.

Dobbiamo essere noi i semi di un nuovo matriarcato. Dobbiamo riportare il matriarcato prima nel nostro cuore, poi nelle nostre piccole comunità (famiglia, amici, colleghi), in modo che possa spargersi tutto questo nel mondo, partendo dal singolo, dal basso.

Coloro che detengono il potere patriarcale non deporranno i loro scettri. Perché mai dovrebbero farlo? Non possiamo aspettarci che siano i governi a cambiare le regole, perché fa comodo così, nessuno rinuncerà al potere sottrattivo che esercita da secoli.

Siamo noi, singoli individui, a doverci riprendere il nostro potere interiore attraverso un lavoro di risveglio della consapevolezza che ci conduce fuori dalla trance ipnotica del materialismo, del consumismo, dell’idea illusoria di sicurezza attraverso mentalità da schiavi.

Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo, diceva Ghandi. Ecco, oggi è vero come non mai. Solo dal basso può arrivare il vero cambiamento. Singoli individui che si risvegliano al sacro e alle leggi naturali, che iniziano poi ad auto-organizzarsi in comunità improntate al rispetto, all’economia circolare, all’equilibrio, alla semplicità.

Oggi si tratta di essere eretici. La parola eresia deriva dal latino haerĕsis e dal greco haíresis, che in entrambi i casi vuol dire ‘scelta’. Dunque oggi dobbiamo iniziare a comportarci da eretici, a disobbedire al condizionamento attraverso le nostre scelte consapevoli, basate sul rispetto della nostra unicità, sul richiamo del nostro Essere profondo, sulla visione del mondo come un luogo sacro che ci accoglie e che ci sostiene e verso il quale è necessario praticare rispetto e cooperazione.

Siate eretici, attraverso la ricerca della verità dentro di voi. Abbiate il coraggio di essere eretici, attraverso l’assunzione della piena responsabilità del vostro benessere e delle vostre aspirazioni, attraverso la ricerca della vera libertà, quella interiore, quella del cuore.

Smettete di accontentarvi delle briciole, mettetevi in gioco, scendete in campo e iniziate a risplendere del vostro potere personale.

Ribellatevi al sonno della coscienza portato avanti con l’ipnosi collettiva, smettete di rassegnarvi di fronte alle ingiustizie, alle guerre, alla violenza, perché tutto è indotto dal potere sottrattivo e non è certo la natura umana. La povertà non è una fatalità. La povertà è indotta dal patriarcato. Smettete di cedere al comfort dell’indifferenza, del “tanto che ci posso fare?”, del “qualcuno ci penserà”. Uscite fuori dai vostri schemi, lasciate andare le vostre convinzioni limitanti, gli attaccamenti alla materia, i giochi di potere manipolatori.

Il Nuovo Mondo ci sta aspettando. Sta aspettando donne e uomini autentici, allineati alla natura, risvegliati alla consapevolezza del loro potere creativo. Siamo noi il Nuovo Mondo, tutti quei cuori che battono per coltivare ogni giorno dei semi di amore e di condivisione. Siamo noi il nuovo matriarcato, basato sull’individuo come essere unico e irripetibile.

Dunque, siate eretici, ribelli, disobbedienti, potenti, consapevoli e autentici. Questo è tutto ciò che serve per l’evoluzione dell’umanità.

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