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Come la New Age ti impedisce di lavorare su te stesso autenticamente

new age e consapevolezza

L’Essere Umano, da quando esiste, ha sempre avvertito il richiamo verso qualcosa di misterico, di imperscrutabile, di spirituale, come tendenza naturale nel cercare un senso più profondo alla vita stessa. Le civiltà più antiche possedevano naturalmente la saggezza spirituale, ed erano connesse ai cicli dell’Universo e di Madre Natura, nonostante le religioni ufficiali abbiano pian piano sottratto questa consapevolezza ai popoli.

L’avvento dell’approccio scientifico, che oggi è giunto addirittura allo scientismo, ha creato una sorta di disconnessione tra la maggior parte degli esseri umani e la loro parte più spirituale. Gli ultimi due secoli in particolare sono stati caratterizzati da un approccio sempre più materialista, basato sull’idea che esiste solo ciò che si può vedere e toccare o quanto meno spiegare razionalmente.

Dunque, in questo contesto sociale, intorno agli anni ’70, si è fatta strada anche in Italia la cosiddetta New Age, ossia una nuova corrente orientata alla spiritualità, che inizialmente rappresentava una sorta di “ribellione” al sistema scientifico e materialista della nostra epoca moderna, una fuga dall’aridità di una scienza fatta di protocolli, procedure, tecnologia artificiale.

Spiritualità New Age: cos’è e come è nata

E’ stata denominata New Age quella corrente di pensiero che racchiude numerose pratiche e tecniche provenienti per lo più dall’antichità e in particolare dall’oriente. In seguito alla diffusione in Europa di discipline quali lo Yoga, la Meditazione e alcune arti marziali come il Thai Qi, piano piano è cresciuto l’interesse da parte degli occidentali verso pratiche “spirituali”, ossia utili a ricontattare la dimensione spirituale di cui l’essere umano è portatore.

Tra gli anni ’80 e il primo decennio del nuovo secolo, ha riscontrato un grandissimo successo e migliaia di persone, anche in Italia, si sono avvicinate a tecniche alternative, all’interno di numerosi ambiti:

  • dall’attività fisica alla nutrizione,
  • dalla terapia all’alimentazione,
  • dall’occultismo alle arti divinatorie.

Questo fenomeno ci racconta che l’essere umano, per natura, ricerca un senso profondo alla propria esistenza, e lo fa attraverso la scoperta della sua parte più profonda, più immateriale, quella scintilla interiore che si può chiamare Anima, Essere, Centro, ecc.

La New Age ha fornito a molte persone una “risposta” a tale ricerca, e per questo ha riscontrato un grande successo soprattutto negli ultimi dieci anni. Da questo fenomeno è nato poi il cosiddetto mondo olistico, cioè una serie di pratiche, discipline e tecniche alternative utilizzare per la cura del corpo e della psiche.
Oggi esistono tantissime tecniche “alternative”, che affondano le radici in conoscenze antiche e culture primordiali di tutto il mondo:

  • Per il corpo fisico: massaggi ayurvedici, shiatsu, riflessologia plantare, naturopatia, iridologia, fitoterapia ecc.;
  • Per i corpi energetici: reiki, theta healing, pranic healing, bars, craniosacrale ecc.
  • Per la psiche: pensiero positivo, meditazione, mantra, visualizzazioni guidate, tecniche di respirazione, ecc.

Negli anni molte persone hanno aderito a queste correnti, allontanandosi dal mondo scientifico e materialista, con la speranza di trovare risposta ai malesseri, alla sofferenza, a ciò che la scienza non riesce ancora del tutto a spiegare. Per molti è risultato un settore importante a cui rivolgersi “come ultima spiaggia”, oppure come forma di “ribellione” personale a un sistema rigido e materialista.

Gli inganni della New Age

Questo insieme di tecniche, pratiche e discipline contiene però alcuni rischi che è necessario conoscere per evitare di caderci e magari di farsi del male. Il primo grande “inganno” risiede nel fatto che la maggior parte di queste tecniche proviene dall’antichità e dunque non è più adeguata al tipo di essere umano che oggi vive sulla Terra. La coscienza umana si sviluppa di per sé con il passare dei secoli e dei millenni, e anche l’impianto sociale cambia. La nostra coscienza e la nostra cultura sono profondamente diverse da quelle orientali di 5000 anni fa. Dunque, applicare delle tecniche e sperare di ottenere gli stessi risultati che si ottenevano millenni addietro, è una grande illusione.

L’essere umano moderno vive in un contesto che prevede complessità, tempistiche molto rapide, input e informazioni a flusso continuo, relazioni più difficili, problematiche psico-fisiche di natura più sistemica. Dunque per risvegliare la coscienza e accedere allo spazio spirituale dentro ognuno di noi, occorre adottare delle pratiche adeguate al nostro tempo. Oggi non ha più senso recitare mantra e praticare meditazione per ore, sperando così di “risvegliare” l’Anima. Andava bene in India o in Cina o sulle Ande migliaia di anni fa, ma oggi non più.

Il secondo grande inganno riguarda la personalità. Molti “operatori” del settore New Age credono di aver fatto un lavoro di trasformazione di sé e dunque di poter aiutare gli altri a fare altrettanto. In verità, purtroppo, hanno solo spiritualizzato il loro ego, sostituendo alle credenze materiali altre credenze più spirituali. Ma la minestra è sempre la stessa: agiscono dalla personalità.

E questo comporta come conseguenza il fatto che insegnano agli altri la stessa cosa, ossia cambiare il sistema di credenze restando comunque sulla superficie della mente. C’è un preciso tratto della personalità che si aggancia facilmente alla New Age, ossia il “salvatore“. Coloro che hanno questo tratto molto sviluppato, tendono a credere di poter “salvare” gli altri, si sentono delle guide sagge che possono condurre le persone verso la guarigione e il risveglio, ma in realtà stanno solo aderendo a delle aspettative e a giochi di potere manipolatori basati sul plagio e sull’instillare la sensazione di “essere speciali”.

L’altro tratto di personalità che viene coinvolto spesso è quello del giudice interiore: la New Age rende il giudice semplicemente più “spirituale”, dunque le forme pensiero associate saranno anch’esse più “spirituali”.

Il terzo inganno è la paura. Molte pseudo-guide mantengono il potere sui clienti e sugli allievi instillando la paura:

  • se non fai un percorso di questo tipo non puoi risvegliarti,
  • se non ti iscrivi a questo corso allora vuol dire che fai resistenza al cambiamento, ecc.

Manipolare attraverso la paura è un atto che non ha niente di spirituale.

E’ il solito meccanismo terreno applicato all’idea del risveglio della coscienza. In questi 12 anni di lavoro come Counselor e insegnante di Mindfulness, troppo spesso ho sentito dire che il denaro non è spirituale, che la rabbia è un’emozione inferiore e quindi va rimossa, che il corpo è solo una prigione per l’espressione dell’anima, che se si è fatto un buon lavoro spirituale non si hanno più conflitti con gli altri, che bisogna tendere all’illuminazione in modo da vivere nella beatitudine, che tutti noi siamo uno per cui è necessario il perdono assoluto… e tante tante altre credenze simili, che nella realtà sono solo strategie per allontanarci dall’assunzione di responsabilità della nostra innata complessità, della nostra duplice natura terrena e divina insieme.

inganni new age

Le principali credenze della New Age

In particolare, le maggiori credenze che circolano nella New Age si possono riassumere nei seguenti punti:

  • un operatore può guarire un cliente: in verità, nessuno può guarire qualcun altro (nemmeno un medico). Tuttalpiù un buon terapeuta può aiutare una persona a comprendere come guarire se stessa. Nel mondo New Age, la maggior parte degli operatori si sentono dei guaritori;
  • il risveglio spirituale permette di vivere nella gioia e di liberarsi dalla sofferenza: questa è la più grande menzogna della finta spiritualità; la vita terrena è un susseguirsi di eventi piacevoli e spiacevoli, per cui nessuno può davvero affrancarsi dalla sofferenza, e le emozioni di fatto sono un fenomeno biologico e fisiologico, pertanto un buon lavoro interiore non prevede di non provare più emozioni e stare sempre nella gioia, bensì di imparare a regolare le emozioni e a viverle in modo funzionale;
  • per essere spirituali bisogna imparare a essere buoni, corretti e a non reagire: questo porta le persone a reprimere se stesse e il loro sentire, tendendo a un finto buonismo dal sapore manipolatorio; concetti come il perdono, la gratitudine, il “tutto è uno” sono stati talmente fraintesi e inflazionati da aver creato un folto manipolo di persone che vivono nella totale illusione che si possano perdonare gli altri, che bisogna essere grati a chi ci fa del male così impariamo cose su noi stessi, che bisogna sopportare situazioni nocive così ci si esercita sulla legge dello specchio, che bisogna riflettere gli altri perché tutto è uno. Questi concetti, acquisiti dal punto di vista mentale e cognitivo, servono solo per creare nuove credenze spiritualizzate, non certo per aprire il cuore al divino.
  • la maggior parte delle tecniche NON rappresenta realmente una via per il risveglio della coscienza spirituale. Se io mi faccio fare un trattamento Reiki a settimana per un anno, non mi risveglio; se io medito ogni giorno per mezz’ora per un anno, non mi risveglio; se io prendo i fiori di Bach per un anno, non mi risveglio; se io pratico mantra e respirazione per un anno non mi risveglio, ecc. E non mi risveglio nemmeno se tutto questo lo porto avanti per 20 anni o più. Perché? Perché nella New Age il primo concetto che è stato frainteso è proprio quello del risveglio.

Il risveglio della coscienza spirituale non è la stessa cosa della spiritualizzazione della personalità. Il risveglio prevede alcuni punti fondamentali che nella New Age non vengono presi nemmeno in considerazione:

  1. la conoscenza e la regolazione delle emozioni (nella New Age bazzicano soggetti che dicono “oggi mi sono arrabbiato, quindi devo ancora lavorare su di me, perché uno spirituale non si arrabbia)
  2. l’attitudine alla determinazione e alla forza (nella New Age bisogna essere buoni, compiacere e accogliere sempre tutto e tutti, perché tutto è uno)
  3. la connessione profonda con il proprio sentire attraverso l’ascolto delle percezioni e delle intuizioni (nella New Age si crede che chi ha un dono come la chiaroveggenza sia già di per sé un risvegliato)
  4. l’umiltà di sentirsi semplicemente unici, e non certo persone “speciali” meglio degli altri (nella New Age si genera una specie di gerarchia in cui i cosiddetti “risvegliati” sono come degli eletti, migliori di coloro che vivono nell’addormentamento)
  5. la capacità di essere presenti e di auto-osservare la personalità al fine di procedere alla disidentificazione vera (nella New Age invece la personalità permane e semplicemente si spiritualizza)

La differenza tra le tecniche New Age e la presenza consapevole

E’ bene soffermarsi un po’ di più sul punto 5 del precedente paragrafo, partendo dunque dalla comprensione di cosa sia realmente il risveglio.

Risvegliarsi significa uscire fuori dal torpore ipnotico dell’identificazione con la mente e con i tratti della personalità. Significa auto-osservarci in presenza per riconoscere nel tempo cosa davvero è autentico di noi e cosa è indotto dai condizionamenti familiari, sociali, culturali.

Risvegliare la coscienza spirituale significa fare un profondo lavoro su di sé, che in genere dura anni e che poi perdura per tutta la vita, e che permette di sciogliere quelle ferite primordiali generatesi nei primi anni dell’infanzia, in seguito a traumi o micro-traumi avvenuti all’interno dei legami di attaccamento con le figure di accudimento più vicine.

Ognuno di noi, in seguito a questi vissuti, sviluppa delle difese e costruisce delle credenze e dei tratti di personalità in cui si identifica sempre di più durante la crescita, fino a diventare un’identità vera e propria. Dunque i pensieri, le scelte, i comportamenti, le azioni, il modo di parlare ecc, provengono dai tratti della personalità e non dal nostro profondo sentire intuitivo e dalla presenza consapevole nel qui e ora.

Ecco cosa è il risveglio: essere presenti nel qui e ora, connessi al nostro sentire, in modo da poter percepire le emozioni, le intuizioni, le sensazioni corporee, i sentimenti, e in modo da poter osservare i pensieri limitanti, le credenze, gli automatismi, i lati repressi e i lati reattivi. Tutto questo non può avvenire con delle tecniche e basta, bensì con un costante lavoro quotidiano, attraverso la conoscenza di discipline che aiutino a sperimentare la presenza.

Questo però non significa che le tecniche di per sé non servano a nulla, anzi! Il Reiki aiuta realmente a riequilibrare i chakra e i corpi sottili; la fitoterapia aiuta veramente a risolvere sintomi fisici; la meditazione aiuta davvero nel rilassamento e nella riduzione dello stress. Ma questo non è risveglio. Sarebbe la stessa cosa nel dire che io mi risveglio se prendo dei farmaci per il reflusso gastrico oppure se faccio un percorso psicologico che mi aiuta a gestire meglio l’ansia.

new age e spiritualita'

Il punto è che i percorsi spirituali oggi vengono per lo più utilizzati per rinforzare ancora di più le resistenze e le difese verso il fluire naturale della vita, che è fatto anche di emozioni e di eventi spiacevoli, di sofferenza e di malattia.

Rifugiarsi nella spiritualità è senz’altro per molti più affascinante rispetto ai protocolli sterili della medicina e della scienza “ufficiali”, ma se vengono vissuti per rimuovere o reprimere ancora di più la dimensione umana, terrena ed emotiva, allora divengono una trappola infernale.

In questo senso la spiritualità viene abusata per accantonare conflitti, emozioni come la rabbia e il dolore, assunzione di responsabilità, e cioè in definitiva la vita terrena stessa. Questo può portare a un totale distacco dalla realtà, dalla fisiologia, dal funzionamento del nostro apparato psichico, credendo al contempo di fare un buon lavoro su di sé.

Chi non vuole i conflitti, chi nega i bisogni terreni, chi aspira alla continua felicità, si sta allontanando dalla vita, non la sta davvero abbracciando. Ed è dunque l’estremo opposto rispetto allo scientismo materialista che invece nega ogni fenomeno misterico di origine trascendente.

La deriva spiritualista: come evitare gli inganni New Age

Per affrancarsi dunque da questi due estremismi opposti, ossia lo scientismo e lo spiritualismo, è necessario operare nella direzione del coraggio e della fede: il coraggio di guardare davvero chi siamo, anche nelle nostre più recondite profondità oscure, nelle nostre ferite più ancestrali, nei nostri vissuti distorti e nelle nostre viscere emozionali; significa andare giù, nel fango delle emozioni represse, nei non detti, nel non-agito, nelle lacrime non versate, nella rabbia inespressa, nell’odio soffocato.

Significa aprire un varco verso i nostri lati ombra e avere il coraggio di guardarli, di riconoscerli, di trasformarli in oro, cioè in consapevolezza di sé. E poi la fede nel nostro cuore, nell’intelligenza analogica e intuitiva del nostro sentire profondo, che può emergere e manifestarsi solo dopo che abbiamo rimosso gli schemi meccanici della personalità.

La New Age ci accalappia se noi ci lasciamo adescare dal bisogno di essere speciali, di essere più degli altri, più buoni, più bravi, oppure dal bisogno di essere visti e riconosciuti dal maestro, dal guru di turno; o ancora dalla paura di non essere all’altezza o dalla paura di morire o dal desiderio di provare degli stati di coscienza alterati.

E questi sono solo esempi che comunque appartengono al mondo dei bisogni e delle paure infantili, che sono rimasti nel nostro inconscio e che ci condizionano la vita. Allora, se noi lavoriamo bene con la presenza, l’auto-osservazione, e la liberazione delle emozioni represse, possiamo affrancarci da ogni manipolazione e da ogni aggancio spiritualista.

“Solo colui che accoglie tanto il divino quanto l’abietto, tanto il puro quanto l’impuro, è sulla strada del vero Sé”. C. G. Jung

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