Portare attenzione alle relazioni che scegliamo di coltivare – parte 2

Abbiamo visto come noi siamo la media delle cinque persone che maggiormente frequentiamo. Ma questo è solo teoria o ha davvero un fondamento reale? 

Sei pronto a fare un gioco insieme a me?

Facciamo, insieme, una pratica Mindfulness per accedere a una visione allargata della tua mappa delle relazioni.

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Esplorare le relazioni più strette attraverso la Mindfulness

Mettiti in una posizione comoda ma attiva, per esempio su di una sedia con la schiena dritta, e, mentre rilassi le spalle, fai semplicemente due respiri naturali concludendo con un terzo respiro più profondo.

 

Mentre sei in questo stato di semplice contemplazione del respiro, porta la tua attenzione alle relazioni della tua vita scrivendo su un foglio le cinque persone che maggiormente frequenti, sia che tu abbia instaurato un legame d’amore, di sesso o famiglia, sia che tu abbia un rapporto di lavoro o altro. L’importante è che siano relazioni che frequenti con una certa costanza.

 

Ora che le hai individuate, riportale sul foglio come un elenco numerato in verticale, ma lascia che tra un nome e l’altro intercorra dello spazio per scrivere altro.

 

Adesso riprendi il tuo respiro e semplicemente contempla il flusso dell’aria che entra e dell’aria che esce. Quando ti senti pronto porta la tua attenzione, uno a uno, a tutte le cinque persone che hai individuato, scrivendo tutte le caratteristiche che emergono dalla tua introspezione, cercando soprattutto di lasciar risaltare le caratteristiche che più ti infastidiscono, o davanti alle quali non sai rimanere imparziale perché ti lasci coinvolgere entrando in reazione con esse.

 

Ora puoi scriverle di fianco e sotto a ogni nome numerato e, alla fine cerchia in ogni degli elenchi, una caratteristica che più consapevolmente ti dà fastidio. Deve essere la più fastidiosa o impattante su di te.

 

Quando le hai cerchiate tutte e cinque, una per ogni nome, scrivi la frase che segue: “Di loro mi infastidisce ………. (e scrivi le cinque caratteristiche), e ora so che queste, a qualche livello, mi appartengono.

Come posso, dunque, guardarle con gli occhi del cuore? 

 

Ora ritorna a fare tre respiri, lascia che il flusso delle tue inspirazioni e delle tue espirazioni accolgano l’armonioso flusso naturale del tuo corpo, come un’onda cheta del mare che crea una sorta di coccola dondolante, e quando sei pronto lascia che possa sorgere, in qualsiasi forma, come un’immagine, un pensiero, una parola, una sensazione etc.

 

Lascia che possa manifestarsi una qualsiasi risposta alla domanda scritta precedentemente e  prenditi il giusto tempo, senza fretta e senza aspettativa. Che arrivi ciò che deve arrivare. Non esiste una risposta più giusta di un’altra. 

 

Al termine scrivi l’esperienza sul tuo foglio indicando l’eventuale risposta o qualsiasi elemento emerso e, se ti fa piacere avere un nostro feedback, scrivici alla mail info@sentierodellessere.org, io e Annalisa saremo felici di risponderti!

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Utilizzare l’attenzione per migliorare le relazioni

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Questa pratica che ho descritto aiuta non solo a sviluppare la focalizzazione interiore, grazie alla quale si esercita il muscolo dell’attenzione e la volontà del dove direzionarlo, ma ti aiuta anche ad attingere a quelle parti del tuo cervello analogico intuitivo (emisfero destro) che ti fanno percepire intuizioni funzionali alla tua comprensione dell’Anima.


Una comprensione delle cose che ha un sapore tutt’altro che conformato e razionale. E in questo modo, successivamente, potrai, attraverso l’organizzazione dell’emisfero logico razionale (emisfero sinistro), trovare il modo di applicare nella tua vita la risposta o le risposte che sono emerse.


Anche in questo caso scorgiamo la bellezza dell’interazione tra due diversità, i due emisferi, e anche questo rappresenta un simbolo della completezza e dell’unicità dentro alla quale tutto coesiste. E per l’argomento che stiamo trattando non può che fare da monito e stimolarci alla ricerca di relazioni che sempre più alimentino il nostro Essere.


In particolare, un invito che mi sento di farti è quello di lavorare interiormente con te stesso al fine di completare ogni parte di te, di riempire ogni vuoto con parti di te che ti soddisfano e che ti fanno stare bene. A quel punto sarai sicuramente pronto a vivere una relazione piena e appagante, superando qualsiasi teoria, poiché a quel punto proprio tu potrai avvalorare nuove teorie in totale presenza.


Da oggi mi guardo attorno e mi vedo riflesso nelle mie relazioni. E mi diverto anche nel farlo, proprio per questo, non posso che ammirare la bellezza e la perfezione della natura umana, fatta di perfetta imperfezione, sempre pronta a stupirci e sempre un passo più avanti della nostra comprensione.

Buone relazioni, dunque. Io riparto da me!


Luca Capozza

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