Motiva il tuo team portando la Mindfulness in azienda

Oggi come non mai è opportuno parlare di motivazione, e di comprendere quanto sia indispensabile, soprattutto in ambito lavorativo, dopo questi tre anni di forte recessione economica, che hanno determinato forti crisi finanziarie e patrimoniali in migliaia di realtà aziendali.


Le persone hanno subito uno shock emotivo a causa del rischio di perdita del lavoro, della cassa integrazione, dello smart-working, della didattica a distanza, dell’isolamento e della paura. Nelle aziende si assiste a tagli di personale dovuti al vertiginoso aumento dei costi delle materie prime, e lo stress accumulato rende molti di noi meno lucidi e meno reattivi, dunque meno motivati.


Motivare all’azione per vincere insieme


Aiutare il proprio team di lavoro a ritrovare ogni giorno la giusta motivazione significa investire in modo evolutivo sulla propria organizzazione. Del resto la parola motivazione significa motivo per l’azione, ossia un impulso profondo a passare all’azione in vista di un obiettivo che ci appare benefico per noi. 


Se un leader riesce a motivare il suo team attraverso il cuore e non con l’imposizione o con il meccanismo premio-punizione, possono davvero accadere miracoli. La storia ci insegna che alcune realtà aziendali hanno vissuto un boom di crescita importante proprio nei momenti di maggior crisi, come per esempio nel 1929 o nel 2008. 


Cosa significa motivare attraverso il cuore? Per la mia esperienza passata come formatrice professionale, attraverso il contatto con numerosi imprenditori, ho compreso che il cuore è l’elemento fondante di una buona leadership, che può portare dei risultati di alto livello e un benessere diffuso nell’ambiente lavorativo.


Il leader del futuro motiva attraverso uno strumento potentissimo: il senso di appartenenza. Se si instilla il seme dell’appartenenza nei cuori dei collaboratori, riusciamo a indirizzare la barca nella giusta direzione e diamo il via alla possibilità di remare tutti insieme, uniti e coesi, verso quella direzione.


Sentire appartenenza vuol dire riconoscere che siamo nel posto giusto al momento giusto, perché stiamo esprimendo i nostri talenti e siamo al servizio di una causa più grande. Alla fine è una forma di amore, un’apertura del cuore verso una visione. 


Mi immagino che il leader del futuro possa focalizzarsi su questi 7 punti:

  • Valorizzare ogni componente del team aiutandolo a fare emergere talenti, risorse e virtù;

  • Allineare le competenze e le mansioni in base alla soggettività del singolo, cercando armonia tra i vantaggi, gli obiettivi e le risorse a disposizione;

  • Gestire il tempo con flessibilità e libertà, in modo da responsabilizzare;

  • Prestare attenzione e cura alle relazioni, creare momenti di condivisione, di scambio e anche di leggerezza, per rendere il team sempre più coeso;

  • Aiutare tutti a crescere, sapendo riconoscere e apprezzare ma anche essendo assertivi e chiari nella delega e nella supervisione;

  • Trasmettere l’amore e la passione per la mission aziendale, in modo che tutti siano consapevoli della direzione, della volontà e degli intenti dell’organizzazione;

  • Verificare sempre che ci sia risonanza tra le persone e la mission aziendale, rimanendo aperti anche ai cambiamenti più o meno improvvisi sia delle risorse umane sia delle varie circostanze interne ed esterne.


La Mindfulness come strumento per la motivazione


Affinché tutto questo si realizzi nella materia, non c’è altra strada se non intraprendere un lavoro di consapevolezza, soprattutto da parte delle figure che fungono da guida nei confronti di gruppi o team di vario tipo. Senza un profondo lavoro di presenza e di comprensione dei propri meccanismi limitanti operati tramite la personalità, non si può incarnare il leader del futuro.


E’ necessario imparare a osservare se stessi e a riconoscere che cosa è autentico e cosa no, quali sono le dinamiche interiori che ci guidano rimanendo nell’inconscio, quali sono i nostri limiti in merito per esempio alla delega, all’autorità, all’organizzare, al pianificare, al gestire ecc. Entrare in profondità dentro di sé e saper riconoscere quando siamo realmente vivi e ancorati alla nostra coscienza, è l’unica via per incarnare e trasmettere i 7 punti elencati in precedenza.


Allora, con l’esempio, possiamo trasmettere al nostro team un reale senso di appartenenza e dunque motivarli al meglio affinché possa esserci gioia condivisa, gratitudine diffusa e sensazioni di unione e di cooperazione. 

La coscienza di gruppo è il passo evolutivo a cui siamo chiamati come umanità, per cui è bene iniziare ad allenarci nei contesti a cui già apparteniamo, e in questo senso un team di lavoro può essere un perfetto campo scuola per coltivare un livello di consapevolezza più evoluto e costruire mattone dopo mattone il nuovo mondo.


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