Mindfulness in Movimento

Portare la Mindfulness nella nostra vita quotidiana significa acquisire maggior lucidità mentale e benessere fisico. I protocolli clinici e terapeutici stilati negli ultimi vent’anni dimostrano che imparare a vivere nel presente anziché nel passato o nel futuro è fonte inequivocabile di guarigione da disturbi fisici e psicologici. Non solo. Con la Mindfulness possiamo imparare ad attuare scelte più funzionali per noi, ad ascoltare con più attenzione, a memorizzare meglio le informazioni, a superare le prove e gli ostacoli della vita con più serenità, a raggiungere i nostri obiettivi con minor sforzo, a rimanere in contatto con le emozioni in maniera più equilibrata.
Vivere nel presente significa direzionare la nostra attenzione consapevole verso ciò che facciamo, pensiamo, proviamo in un certo momento. Di norma, quando facciamo la doccia pensiamo già a quale vestito indossare o ci imponiamo di ricordare di buttar via l’immondizia. Quando ci laviamo i denti, pensiamo all’episodio accaduto il giorno prima sul lavoro. Mentre facciamo la spesa, la mente scivola su quella noiosa incombenza che ci aspetterà domani. Questa continua e frenetica attività mentale rivolta al passato, al futuro, a pensieri ripetitivi e talvolta disfunzionali per noi, ci impedisce di godere appieno del momento presente e di tutto quello che i nostri sensi possono farci percepire. Ci rende schiavi delle reazioni e dei comportamenti automatici quando ci relazioniamo con il mondo esterno.
Per molte persone, applicare la Mindfulness al Movimento è assai più semplice rispetto alla meditazione statica, da seduti, che richiede di prendersi un tempo per praticare.
La Mindfulness in Movimento è come un training sportivo: più ci alleniamo più diventiamo padroni della tecnica e infine di noi stessi e della nostra vita. Del resto il movimento è l’inequivocabile radicamento nel qui e ora e ci permette di sperimentare, al di là di qualsiasi “ragionevole” dubbio, la presenza a noi stessi nella forma di atto volontario sviluppato dalla nostra mente verso i nostri organi motori. In quel momento il nostro corpo di ci ricorda che la nostra anima risiede in una macchina articolata e al limite della perfezione ed è in perfetta sintonia con noi. Ecco un esempio che tutti possono usare.

Scegli un’attività quotidiana in cui muovi il corpo. Per esempio quando cammini all’aperto per andare a far la spesa, a svolgere una commissione o a portare a spasso il cane, oppure quando sali e scendi le scale del condominio in cui abiti o lavori, oppure quando corri o vai in bicicletta. E’ importante individuare un’attività che svolgi ogni giorno, perché l’esercizio dovrebbe essere ripetuto per sette giorni consecutivi.
Quando inizi a svolgere l’attività che hai scelto, porta prima di tutto l’attenzione al respiro: nota com’è il tuo respiro senza volerlo modificare o forzare in nessun modo e soprattutto senza giudicarlo o troppo corto o troppo profondo ecc. Nota solo com’è il tuo respiro in quel preciso momento. Nota poi le sensazioni del tuo corpo: se c’è dolore o fastidio da qualche parte, se qualche muscolo è teso. Porta l’attenzione all’azione che stai facendo nel suo complesso: se hai scelto la camminata, puoi notare il movimento delle gambe, rallentando un po’ il passo per facilitare l’osservazione. Sii consapevole delle piante dei piedi ogni volta che poggiano per terra e poi si alzano. Nota le braccia e il loro movimento a pendolo. Diventa consapevole dell’aria che accarezza la pelle del viso e delle mani, di ciò che vedi intorno a te, dei suoni che ti circondano, gli odori presenti nell’aria. Rendi i tuoi sensi percettivi e dona loro la tua attenzione. Resta vigile nel momento in cui la mente produce un pensiero. Può darsi che, mentre percepisci i muscoli delle tue gambe e osservi il paesaggio di fronte a te, arrivi il pensiero “oggi ho una riunione alle 17.00” oppure “il mio vicino di casa è proprio stupido!” oppure “ieri ho trattato male mio figlio, sono proprio un pessimo padre” e così via. Nel momento in cui il pensiero arriva, tu osservalo, accorgiti che esiste e lascia che la tua attenzione torni gentilmente al movimento, ai sensi, a ciò che c’è dentro e fuori di te nel qui e ora.
Continua la tua attività in modo consapevole per almeno tre minuti il primo ed il secondo giorno. Aumenta di un minuto al terzo e quinto giorno. Il settimo giorno dedica sette minuti a questo esercizio.
E’ importante distinguere l’attenzione dal controllo. Nella Mindfulness in Movimento l’obiettivo non è controllare come si muove il corpo, forzando la camminata o la corsa in un certo modo. L’obiettivo è quello di osservare senza giudizio, cioè senza etichettare ciò che osserviamo come bello o brutto, piacevole o fastidioso, giusto o sbagliato. Per esempio: osserviamo che il nostro piede destro appoggia per terra in modo diverso dal piede sinistro. Restiamo nell’osservazione senza giudicare questo fatto come strano, pericoloso, sbagliato ecc. Possiamo accorgerci di giudicare se restiamo vigili ai pensieri che arrivano. I giudizi sono pensieri della mente. Se questo accade durante l’esercizio (e all’inizio accade di sicuro), nessun problema: osserviamo il pensiero giudicante, lo lasciamo andare e ritorniamo con la nostra attenzione ai piedi che poggiano per terra ad ogni passo, alla sensazione che percepiamo sotto le piante dei piedi, a ciò che percepiamo con i nostri sensi.

Parola di Annalisa.

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