La danza di Luca e il Sentiero della Mindfulness

Ad aprile 2022 è uscito il nostro libro “Il Sentiero della Mindfulness” e abbiamo realizzato quasi fin da subito come ognuna di quelle copie vivesse un po’ di vita propria. Anche solo osservandole, sentivamo l’eco delle nostre parole, quasi come se dagli scaffali trapassassero le pareti. Insomma, già un gran bell’inizio.

 

Così arrivò il momento in cui pensammo a come presentarlo in modo creativo, affinché più persone venissero a conoscenza della sua esistenza, e fu così che immaginai qualcosa che potesse legare la nostra creazione alla performance teatrale.

Il teatro è stato ed è parte di me. Mi sono sempre percepito come a casa ogni ogni volta che salgo sopra un palcoscenico, e questo non mi ha mai creato disagio, se non un susseguirsi di emozioni adrenaliniche date dall’intensità del momento.

Ed è stato curioso come nel tempo, tenendo presente la mia infanzia di ragazzino molto sensibile ed emotivo, io mi sia espresso da adulto in una modalità così sicura, affermata e determinata.

 

Dunque una performance artistica era proprio quello che ci voleva per rendere ancora più impattante la presentazione ufficiale del nostro libro. Così ho preso alcuni estratti e ho lasciato che la mia immaginazione creasse, prima nel sottile, movimenti, parole e armonie musicali.

 

Libro-Il-Sentiero-Della-Mindfulness

L’espressione dell’arte tra visione e creazione

Quando metto in atto questo tipo di risorse non vi è molta differenza rispetto a quando sono sul campo con i miei clienti del coaching, o quando conduco i gruppi nei loro sentieri emotivi: lo spazio parla e io ci sono pienamente a contatto. A volte più da un canale propriamente visivo, altre volte percettivo o uditivo, in base alle esigenze del momento.

 

E sai qual è la cosa più bella di questo processo? Vedere realizzata nella materia la mia visione esattamente per come l’ho precedentemente vissuta nei piani sottili, meravigliandomi ogni volta di come si sia magicamente tutto perfettamente allineato.

Così tornando alle performance del libro, decisi di contattare e trovare, a seconda del territorio in cui avremmo fatto la presentazione, danzatrici che avrebbero potuto con me, esaltare l’aspetto dell’unità tra il maschile e il femminile.

In questo modo conobbi ragazze dal movimento armonico, ognuna con il suo stile personale. E anche questo fu un aspetto che mi piacque moltissimo: lasciare che non ci fosse un preconfezionamento della performance costruita in serie ma che, nonostante una struttura di base, ci fosse la possibilità di lasciare il campo aperto alle proprie sfumature personali.

 

Da questo percorso ho creato alcuni passi a due, ovvero danze in coppia e alcune danze singole, il tutto attraverso il filo conduttore della recitazione delle parole del libro.

 

Non so dirti esattamente quale sia il processo secondo il quale si manifesta l’arte nel concreto, ma ti posso dire che è molto simile al fluttuare sulle note di uno spartito musicale dove, tra un pentagramma e l’altro, disponi di spazio e tempo per poter dare voce a un flusso che percepisci arrivare dall’alto, e tu lo riesci a manifestare più in  basso. Ecco, sì, direi che questo è proprio ciò che accade.

Lo spettacolo ha inizio

Il pubblico attende, la scena viene illuminata dalle luci della ribalta, la musica inizia a suonare le prime note e il battito del cuore raggiunge il livello più alto consentito dal corpo. Sono dietro le quinte e sto per fare il primo passo, quello più importante.. e poi, una volta entrato in scena, tutto diventa fluido, colorato, armonico, e in quel preciso momento, che sembra durare un’eternità, mi posso permettere di  vivere contemporaneamente cosa accade dentro di me e cosa succede all’esterno, proprio come in qualsiasi altro momento in cui incarno la presenza della vita attraverso le sue più svariate sfaccettature.

 

 

C’è fatica, c’è stanchezza, c’è adrenalina e poi arriva il gran finale, e allora tutti applaudono. Così mi inchino e ringrazio l’Universo per avermi dato nuovamente una grande opportunità, ovvero quella di, ancora una volta, includere tutto ciò di cui io dispongo senza separarlo: non separare, dentro di te, ciò che Dio ha unito poiché quella è la perfezione della creazione e tu ne sei la manifestazione.

 

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