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Ma tu lo sai che cos’è il Reiki? Parte I

Oggi mi sento particolarmente ispirato nell’affrontare un argomento che, per quanto diffuso, lascia ancora dietro di sé alcune zone d’ombra e io ne vorrei, insieme, schiarire gli orizzonti.

Che cos’è l’energia reiki?

Molti sanno che si tratta di un’antica pratica giapponese il cui significato letterale è “energia spirituale”: rei=spirituale, ki=energia.

Partendo dal presupposto che tutto ciò che siamo e il mondo in cui viviamo è composto di energia, anche noi stessi siamo energia trasformata in materia e l’energia vitale chiamata in causa, proprio con questa pratica, è quel tipo di energia presente a livelli sottili nell’Universo e che può essere trasmessa tra le persone.

Oramai molto diffusa anche in Italia, viene praticata anche negli ospedali ed è volta a migliorare le condizioni psico-fisiche delle persone: essa parla alle nostre cellule con lo stesso codice di cui sono composte, appunto l’energia.

L’operatore, cioè colui che adopera la tecnica su sé stesso o su un altro essere vivente, non inventa nulla che già non sia presente all’interno della materia stessa. Egli si trasforma in canale di energia ed è in grado di concentrarsi e “chiamare” nelle sue mani l’energia vitale e spirituale lasciandola fluire laddove si ha l’intento di lasciarla andare. Attraverso essa è possibile mirare laddove la persona ha più bisogno e riequilibrare gli organi del corpo a livello energetico.

Questo tipo di pratica viene effettuato da un operatore esperto e si effettua tramite un trattamento che varia a seconda della necessità e a seconda dell’operatore.

Dopo questo primo approccio basilare partiamo con le risposte alle domande più comuni:

  1. Ma come faccio a sapere se la persona che mi sta facendo il trattamento non mi sta dando energia negativa?

Anzitutto ricordiamo che l’energia che si passa non è quella propria, come nel caso dell’energia del prana, e questo già risponde in prima istanza. Forse quello che potrebbe succedere è che, se il canale utilizzato, ovvero l’operatore, non è allineato a una vibrazione alta (quella che in gergo spirituale si classifica come l’energia del cuore) il livello quantitativo dell’energia si abbassa notevolmente fino ad arrivare in dosi piuttosto scarse, ma in assoluto nessuno mai riceverà energia “sporca”. Questo tipo di energia è molto intelligente e sa dove e in quali quantitativi accorrere poiché, ripeto, l’operatore fa semplicemente da canale.

 

  1. Cosa devo fare per sapere se l’operatore è davvero esperto?

 

Esistono tre livelli di reiki, che ognuno di noi è nella possibilità di potersi accreditare mediante corsi sparsi ormai in tutto il territorio e che, in particolare, aprono e sigillano il nostro canale affinché possa essere pronto a utilizzare tale tecnica. Le varie scuole possono trattare in modo diverso la metodologia del passaggio di questa maestria, ma quello che in particolare consiglio di cercare di individuare è se nel corso frequentato l’operatore ha realizzato la propria preghiera sacra (un piccolo mantra che per ognuno è diverso a seconda dell’ispirazione in sede meditativa e che attesta un lavoro interiore di ricerca) e se rispetta, prima della pratica, il rituale di preparazione per mettersi in vibrazione con l’energia del cuore (vedi sopra). L’approccio diretto, ovvero le domande rivolte all’operatore, sono sicuramente la metodologia più efficace per sapere, quindi, se l’operatore è davvero esperto. Inoltre sarà possibile chiedergli gli attestati conseguiti che egli non dovrebbe avere problemi nel mettera a disposizione.

 

  1. Esistono controindicazioni su stati particolari per cui la tecnica è sconsigliata?

 

In linea generale no, a parte prestare particolare attenzione su impianti di by-pass inseriti tra le valvole del miocardio. In questi casi, infatti, l’operatore eviterà il passaggio delle proprie mani a livello del quarto chakra (argomento che tratteremo più avanti). È comunque chiaro che nessun operatore reiki ha la pretesa di guarire e nemmeno ne può creare l’aspettativa, tuttavia se gli stati di malessere del corpo sono energie che si muovono, a livello sottile comunque possono essere, per lo meno per la durata di un trattamento, rimesse in fluidità armonica.

 

  1. Il soggetto che si fa trattare deve spogliarsi?

 

Assolutamente no. L’energia Reiki non ha necessità di passare dal canale dell’operatore al soggetto mediante contatto “epidermico”. Le energie passano anche attraverso i vestiti quindi il soggetto che riceve il trattamento può distendersi, supino o prono a seconda dell’esigenza, con indumenti per lui comodi.

 

  1. Se io sono cristiano o di qualche altra religione posso beneficiare del trattamento?

 

A meno che la religione del richiedente non vieti di essere trattati con tale pratica, è chiaro che ognuno ne può beneficiare in quanto il Reiki non è una religione ed è totalmente aconfessionale. Nessun operatore ti chiederà mai di entrare a far parte di una setta, gruppo religioso o altro, e se lo dovesse fare, beh, potete considerare quello come un falso indicatore.

 

Chissà se in queste domande rientrano anche le Vostre… A ogni modo ho trovato interessanti, preso in prestito da un articolo di un collega, questi 6 precetti con cui vorrei concludere (articolo su www.cure-naturali.it), ovvero attitudini alla vita che non si è obbligati a seguire ma che si consigliano caldamente:

 

  • Solo per oggi
  • Non essere adirato
  • Non ti preoccupare
  • Dimostra apprezzamento
  • Lavoro sodo (su di sé)
  • Sii gentile verso i tuoi simili

 

Mi piacerebbe proseguire con alcuni dei miei racconti sui trattamenti che mi hanno fatto sperimentare contatti molto interessanti, ma sono costretto, per questioni di lunghezza dell’articolo, a rimandare alla prossima.

Seguirà la parte seconda… buon reiki a tutti!

Luca Capozza

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