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Mindfulness e archetipi sociali: come coltivare l’unione tra maschile e femminile

“Con l’avvento della scienza e della tecnologia abbiamo accresciuto il controllo del mondo oggettivo, sottraendo sempre più spazio al nostro mondo interiore. Abbiamo adorato ciò che sottomette la natura, che vuole imbrigliare la sua energia per la realizzazione degli scopi dell’uomo.


Gli aspetti emotivi sono stati segregati e poi deliberatamente rimossi, creando coscienze sempre più aride. La conseguenza è che viviamo pervasi da uno stato di perenne insoddisfazione, angoscia e frustrazione.

Abbiamo perso il contatto con la nostra parte più vicina alla natura e con tutti gli aspetti più emozionali e spirituali che sono sempre appartenuti all’essere umano.
Abbiamo perso il contatto con la nostra Anima, con l’Anima del mondo.”

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Matriarcato e Patriarcato: due modelli a confronto

Con questo nuovo articolo sul concetto di Matriarcato ho voluto cominciare prendendo spunto da un articolo di Cristina Bisi, che fa riferimento agli studi a noi riportati dall’archeologa lituana Marija Gimbutas.

In questo articolo si spiega chiaramente che in tutti i ritrovamenti archeologici presi in esame è stato dimostrato che, in un periodo tra il 7000 e il 3000 a.C., non esisteva il concetto di guerra o di dominio in quanto l’intero palinsesto dei reperti scoperti faceva riferimento alla Dea Madre, agli archetipi della condivisione, inclusione, celebrazione e protezione.


Sempre all’interno dell’articolo si mostra come, dalle invasioni degli indoeuropei, tutta la storia si modificò dando sempre più potere a figure archetipali nettamente diverse da quelle della Dea feconda della Madre Terra, e fu così che si passò al Dio della Guerra, del conflitto, della dominazione e della sopraffazione.

Da allora potremmo fare un elenco infinito di fatti che nella storia hanno mostrato il lato più oscuro dell’essere umano incoraggiando guerre e prevaricazioni in nome e per conto dell’ordine, della disciplina, della religione più giusta e così via…

 

Se tutto questo è ciò che è accaduto fuori di noi, com’è che possiamo ritrovare, dentro di noi, quell’archetipo del Femminile accogliente e amorevole, di grande cura e di grande compassione?

Cosa succede, dentro di noi, quando ci ritroviamo di fronte a meccaniche che stimolano la nostra reattività e ci perdiamo nei meandri più oscuri del nostro disallineamento con la Natura?

Siamo coscienti di essere qualcosa di molto di più dei nostri istinti prefabbricati?

Cosa significa, dunque oggi, essere ancora impantanati nel Patriarcato?

 

Da una prima visione superficiale, come spesso vengono anche confusi gli archetipi del maschile e del femminile, possiamo rischiare di identificare il concetto di Patriarcato con la figura dell’Uomo, del Padre, e qui rischiamo di cadere nell’inganno che ci porta, poi, a fare affermazioni molto pericolose come “Mi vergogno di essere Uomo…”

In verità il termine Patriarcato fa riferimento a un concetto, molto più ampio, di Potere Sottrattivo (che prende riferimento dall’immagine della forza maschile), ovvero quella “filosofia” di vita che offusca il nostro pensiero soggettivo amalgamandoci nella convinzione che la vita è una giungla e che occorre viverla con il “coltello fra i denti”, orgogliosi di essere dei guerrieri che combattono per il proprio orticello di sicurezza, controllo e certezza delle cose.

Così facendo continuiamo a nutrire uno spazio di inconscio collettivo che garantisce il Non Cambiamento verticale, ovvero il non cambiamento interiore che sigilla un cambio di coscienza consapevole.

Così insegniamo ai nostri figli che essere furbi significa fare il primo passo prima degli altri, arrivare primi a tutti i costi, non affidarsi mai a nessuno se non a se stessi e così via…

Ma cosa significa realmente Matriarcato?


Cosa vorrebbe dire, invece, richiamare dentro di noi il Matriarcato? Se abbiamo parlato di potere sottrattivo con quel tipo di concetto, possiamo invece parlare di potere circolare parlando di Matriarcato (che prende riferimento dall’immagine dell’accoglienza femminile), dove intendiamo il rispetto e la valorizzazione del singolo individuo al servizio della collettività, e da cui deriva anche il concetto di economia circolare. Ma anche in questo caso si può cadere nell’errore di immaginare un servizio orizzontale in cui tutti sono alla pari e tutti devono produrre per ridistribuire alla comunità.


Non è propriamente ciò che si intende il vero potere circolare evoluto. La vera economia circolare è quella che prevede la forza del singolo che si unisce alla forza della collettività, mantenendo la propria identità individuale che può, con le sue peculiarità, completarsi con l’integrazione delle peculiarità degli altri. In termini molto più semplici il “Dove non arrivo io so che arrivi tu”, che è cosa ben diversa rispetto al dire “Io devo arrivare comunque prima di te” o del Non mi sforzo più di tanto perché so che qualcun’altro lo fa al mio posto”.

 

Oggi i cambiamenti sono sempre più veloci, ma qualsiasi cambiamento, se vissuto da uno spazio di personalità orizzontale, (ovvero meccaniche che sono subordinate alle reattività caratteriali, risultato di un costrutto educativo ed esperienziale superficiale), può rischiare di mantenere sempre la stessa forma di civiltà patriarcale, forzando le fazioni le une contro le altre, sia esteriormente attraverso le classificazioni di ceto, sia interiormente con il conflitto delle varie parti di noi le quali non riescono a trovare quella giusta accoglienza e inclusione dell’archetipo femminile per eccellenza, che chiaramente richiama il modello matriarcale.

 

Ma perché Madre e perché Padre? Esiste un modello che riesce a integrare entrambi gli archetipi in maniera sana ed equilibrata?


La risposta è nettamente Sì, ma per arrivare a questo nuovo paradigma occorre prima comprendere le origini del mondo, anche a rischio di andare contro corrente rispetto alle attuali forme pensiero mascheratamente egualitarie verso le quali stiamo precipitando.


Gli archetipi del maschile e del femminile

La donna, fin dall’inizio dei tempi e per struttura organica, rappresenta il ventre dentro al quale la vita cresce, al sicuro e al caldo. Del resto tutti noi siamo, almeno ancora per il momento, nati da una madre, quindi da un corpo di donna. Mentre l’uomo, da sempre, è colui che feconda la donna e che, grazie al suo direzionare il proprio seme, permette alla donna di generare una vita. Da questa natura che si pensava fosse insindacabile, sono nati gli archetipi della Direzione e dell’Accudimento, della Decisione e dell’Accoglienza, dell’Azione e dell’Attesa.


Eppure oggi sappiamo anche che, da un’osservazione profonda e vigile, quegli stessi archetipi possono essere espressi in maniera funzionale o disfunzionale.

Facciamo un esempio: io posso essere Deciso nel discernimento di cosa è giusto per me oppure prevaricante nell’esclusione totale dei bisogni degli altri, o ancora io posso essere Accogliente nel lasciare spazio di entrata oppure accondiscendente nel lasciarmi invadere.

 

Come possiamo notare, in entrambi i casi si involve nella disfunzionalità che limita la nostra sana crescita evolutiva. Se poi quella disfunzione si accentua nel conflitto tra le due forme di intelligenza presenti dentro di noi, e qui ci riferiamo, per eccellenza, al Cognitivo Maschile e all’Intuitivo Femminile, il risultato sarà una vita fatta di reazioni disequilibrate in piena frustrazione e rabbia, soffocata o manifesta.


Come possiamo immaginare una generazione del Futuro armonica ed equilibrata, forte e accudente?

La risposta è sempre la stessa: attraverso l’auto osservazione neutrale che ci permette di non identificarci con i nostri meccanismi, subdoli e sempre più sottili.

E allora possiamo cominciare anche a direzionare la nostra attenzione verso i nostri archetipi maschili e femminili e osservare in quale parte di manifestano, se costruttivi o distruttivi.

Fino a che continueremo a farci e a fare la Guerra interna tra le varie parti di noi stessi, non potrà cambiare nulla rispetto alla forma più primitiva del Patriarcato insano, cultura dentro alla quale, in nome del Giusto, viene cancellata ogni altra forma di visione del mondo.


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