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Vivere il presente: strategie di Mindfulness per tutti i giorni

Nel momento in cui inizi a sentire il desiderio di cambiamento, la spinta a ricercare qualcosa dentro di te, stai imboccando il sentiero della consapevolezza. 

Da quel momento, è possibile finalmente ricordare chi sei veramente e ricontattare la tua essenza, nascosta dietro a meccanismi automatici e modelli comportamentali adattivi. 

Ed è in quel momento che puoi iniziare un percorso per apprendere strumenti pratici di lavoro su di sé, che ti permettano di imparare ad auto osservare le dinamiche dei tuoi corpi terreni e a coltivare una coscienza più ampia. 

Se hai sufficiente volontà, disciplina e pazienza per allenarti ogni giorno per un tempo piuttosto lungo, ecco che piano piano riuscirai a incarnare tali strumenti, fino al punto in cui vivere il presente diventa il tuo stato di coscienza principale.

Gli strumenti per vivere il presente

La chiave di un vero lavoro su di sé è quella di non separare i momenti di applicazione delle pratiche dai momenti di vita quotidiana. Le due cose devono coincidere. Bisogna imparare ad applicare le pratiche di consapevolezza nella vita di ogni giorno, nelle nostre relazioni, negli atti più semplici della nostra routine, al lavoro, in tram, al supermercato, con gli amici, mentre mangiamo. 

La Mindfulness è tutto questo: è un insieme di pratiche da applicare mentre viviamo, e non per forza chiudendoci da soli in una stanza per mezz’ora al giorno. 

Molti degli allievi della Scuola dell’Essere, all’inizio ci dicono che hanno provato già a intraprendere percorsi di meditazione, di yoga, di preghiera, di mantra ecc., ma non hanno visto nessun cambiamento reale nella loro esistenza. Ed è così, per tutti. Se releghiamo il lavoro interiore a una pratica separata dal resto della vita, non possiamo espandere la nostra coscienza. Semplicemente impariamo delle tecniche come potrebbe essere qualsiasi altro apprendimento (uno sport, un’abilità cognitiva ecc.).

Tecnica non significa lavoro su di sé. L’allenamento che puoi intraprendere con la Mindfulness è qualcosa di diverso: si tratta di imparare a percepire la presenza, di accorgerti di te, di sentirti vivo, mentre agisci nel mondo. Sono istanti di consapevolezza, di cui inizi a renderti conto nel momento in cui li pratichi e ti accorgi degli automatismi dei tuoi corpi terreni. 

Stai guardando un film e in un attimo ti ricordi di percepire te stesso, osservi la postura del tuo corpo, ascolti ciò che provi, ti accorgi dei pensieri della mente, e sei vivo pienamente in quell’istante. Quello spazio di coscienza che sa accorgersi della postura, del sentire, dei pensieri, sei tu. Non puoi coincidere con ciò che stai osservando. Sei qualcosa di più. Sei l’identità percettiva che osserva tutto il resto. 

Iniziare a praticare Mindfulness significa intraprendere un allenamento quotidiano, partendo dalle azioni più semplici e ripetitive. Per esempio, per una settimana, ti sforzi di accorgerti per un istante dei tuoi corpi mentre lavi i piatti alla sera: durante questa banale azione, ti ricordi di osservare i pensieri della tua mente, il movimento delle mani, come sono posizionati i tuoi piedi, com’è la tua schiena, cosa succede a livello di sensazioni interne. 

Poi, la settimana successiva puoi fare la stessa cosa ogni mattina quando ti vesti. In un istante, ti accorgi di cosa la mente sta pensando, di cosa provi dentro, di come si muove il tuo corpo per infilarsi i vestiti che hai scelto.

La settimana ancora dopo, puoi fare la stessa cosa scegliendo il momento serale in cui ti lavi i denti. Infine, la quarta settimana, puoi svolgere la stessa pratica mentre mangi uno dei pasti della giornata.

Strategie quotidiane che fanno coscienza

I quattro esempi che ti ho suggerito per il primo mese di allenamento rappresentano delle strategie di auto osservazione da utilizzare nella propria routine, che apparentemente sembrano banali e insignificanti, ma che in realtà possiedono un potere immenso, ossia quello di fabbricare una nuova coscienza: di spostare sempre più la consapevolezza a quello spazio che osserva i corpi in un istante, quello spazio neutro da cui percepisci mente, emozioni e soma nel loro procedere meccanico. 

Proprio quello spazio è l’ancora di consapevolezza che puoi piano piano espandere, per disidentificarti dagli automatismi dei tuoi corpi terreni. 

Se desideri potenziare ancora di più questa pratica di auto osservazione, ogni sera ti prendi qualche minuto per annotare su un quaderno scelto ad hoc il momento in cui hai praticato. 

Ti annoti l’azione, e ciò che hai osservato: trascrivi i pensieri che hai riconosciuto, le sensazioni interne che hai avvertito, le posture che aveva il tuo corpo. Un esempio può essere: “oggi mentre mangiavo, mi sono ricordato di me e ho osservato che la mente pensava alla riunione con il mio capo avvenuta due giorni fa, dentro di me si muoveva una lieve agitazione, il mio corpo era curvo sul piatto e le mie gambe erano accavallate, ho percepito tensione sul collo e una masticazione molto veloce.”

Oggi, sui social, vanno molto di moda le “challenge”, ossia delle sfide, soprattutto in ambito di prestazioni sportive, che propongono un tot di minuti al giorno per un certo tempo di allenamento. Ecco, con la Mindfulness puoi fare la stessa cosa! 

Puoi decidere di “sfidare” i tuoi meccanismi di pigrizia e scetticismo, dandoti la possibilità di sperimentare per 4 settimane gli esercizi proposti in questo articolo, con tanto di annotazione serale. Puoi scommettere sulla tua forza di volontà, sulla tua costanza e disciplina, ma anche sull’amore verso di te come forza che ti aiuta a riprendere in mano la tua vita, partendo proprio da un lavoro sulla coscienza, molto pratico ed esperienziale. 

Sii tu il protagonista di questo mese! 

E soprattutto, datti la possibilità di sperimentare veramente il potere della Mindfulness. 

Magari ne hai sentito parlare, magari hai letto dei libri, ma finché la conoscenza non diventa esperienza, non permette una vera evoluzione.

Condividi con noi la tua esperienza al termine di questo primo mese. 

Buon allenamento!

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