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Infanzia e Adolescenza

di Luca Capozza

“I binari della crescita viaggiano su mondi paralleli offrendo infinite possibilità: riconoscerne l’autentica traiettoria è fondamentale.”

 

Quando ero piccolo mi ricordo che spesso mi rifugiavo in un mio mondo immaginario, fatto di amici invisibili e consiglieri immateriali. Molte volte mi sentivo non compreso e non riuscivo a identificarmi in una realtà che troppo spesso non mi rappresentava.

Un giorno, grazie alla paziente costanza di mia mamma, ebbi un colloquio illuminante con una donna pratica della meditazione come strumento di ricerca dei propri talenti attraverso i colori: creatività, attitudine al sociale, predisposizione allo spettacolo, capacità di studio e inclinazione alla leadership.

Oggi, superati i 40 anni, mi ritrovo pienamente in quelle “proiezioni” e non ringrazierò mai abbastanza tutte le “guide” che per anni hanno stimolato la mia crescita aiutando a scoprire di me ciò che io non ero in grado di poter approfondire da solo.

La mia innata predisposizione all’ascolto empatico e la mia scarsa appartenenza al conformismo della civiltà mi portano ad avere un approccio entusiasmante con i bambini, ponendomi nella condizione di poterli accompagnare, con pazienza e grande attenzione, verso le prime comprensioni del proprio mondo in relazione al mondo esterno.

Attualmente sto anche percorrendo un percorso di studi che mi accredita come “operatore sociale dell’infanzia”, titolo che mi dà la possibilità di lavorare con tutti i bambini e adolescenti fino all’età dei 17 anni.

Essere nella “terra di mezzo” tra i bimbi e gli adulti conferisce una maggiore chiarezza sulle dinamiche inconsce che si manifestano, fin da piccoli, in comportamenti automatici e “costruiti”, dunque la domanda che pongo è sempre la stessa: “Siamo proprio sicuri che ciò che facciamo e pretendiamo che i nostri figli facciano sia proprio in linea con la nostra missione, in piena armonia con chi siamo veramente”?

Questo tipo di domanda rimane efficace e attuale in qualsiasi età ma, ancor meglio, può aiutare genitori e neo-genitori ad approcciare un “gioco di squadra”, fin da subito, con i propri figli aiutandosi reciprocamente a crescere insieme.

E tu, ricordi com’era il tuo mondo quando eri piccolo?

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