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COME PASSARE DAL SENTIRTI IN COLPA PER LAVORARE IN AZIENDE NON ETICHE AL SENTIRTI FELICE PER AIUTARE GLI ALTRI A EVOLVERE

Oggi nei paesi industrializzati circa il 90% delle persone lavora come dipendente in un’azienda, e spesso non c’è allineamento tra i valori degli individui e le finalità che perseguono le organizzazioni per cui lavorano. Se anche tu lavori in un ambiente che non ti rappresenta e ti senti incoerente con la tua vera natura, questo articolo può esserti utile.

Il disallineamento

Facciamo alcuni esempi prendendo a riferimenti allievi della nostra Scuola di Coach-Counseling dell’Essere.

Erica lavora da vent’anni in banca, ma odia profondamente la finanza, si sente costretta a vendere dei prodotti finanziari che non hanno nulla di etico, e la sensazione di prendere in giro la gente la fa sentire profondamente in colpa. Vorrebbe lottare per cambiare il mondo, per rendere etica la finanza, per far capire ai suoi manager che bisogna essere onesti e leali. Quando torna a casa è priva di energia, e il senso di colpa e di incoerenza genera in lei un profondo malessere. 

Emilio lavora da qualche anno in un fast-food, e sa perfettamente che vende alla gente un cibo di bassissima qualità, con additivi che senz’altro non fanno bene alla salute; quando si trova di fronte i bambini e deve servirli, il suo cuore si stringe, non può sottrarsi al suo dovere, ma allo stesso tempo sente una profonda rabbia per il senso di impotenza che si trova a vivere. Gli verrebbe voglia di andare dai genitori di questi bambini e dire loro di portarli a mangiare qualcosa di sano, ma sa che non può assolutamente permetterselo.

Nicola ha lavorato per quasi dieci anni per una multinazionale farmaceutica come social media manager. Poi però aveva iniziato a non dormire la notte per il profondo senso di disgusto che provava nei confronti delle politiche vaccinali che l’azienda portava avanti, e a un certo punto non ce l’ha più fatta e ha scelto di licenziarsi.

Questi sono solo pochi esempi di quello che si intende per disallineamento. Ognuno di noi possiede un’etica interna, un senso di giustizia, un insieme di ideali. Se l’azienda per cui lavoriamo non incontra questi valori profondi, e anzi, va contro di essi, diventa una sorta di conflitto interno. Da un lato, sappiamo che abbiamo bisogno di lavorare perché siamo ancorati alla sopravvivenza, dall’altro ci sembra di “vendere l’anima” al diavolo, perché facciamo il gioco sporco delle aziende stesse. 

Nel profondo del nostro cuore vorremo utilizzare la nostra etica interna anche nel lavoro, vorremmo poterla mettere al servizio degli altri, magari il nostro sogno un tempo era quello di fare un lavoro per aiutare gli altri, e poi qualcosa è andato storto.

Ecco che ci ritroviamo a lamentarci che il sistema è sbagliato, che non va bene il mondo in cui viviamo, che dovrebbe cambiare tutto: la finanza dovrebbe sparire, le industrie farmaceutiche anche, il cibo dovrebbe essere sano ecc. In questo modo però ci incartiamo del tutto in un meccanismo di protesta che non porta da nessuna parte.

La vera soluzione è dentro di noi

Il punto è che non sono gli ambienti lavorativi a dover essere cambiati, non sono i manager a dover essere convinti che i principi etici sono fondamentali. Non sono le aziende farmaceutiche o i fast-food a dover scomparire dalla faccia della terra, e non vanno giudicate le persone che si rivolgono a queste realtà per approvvigionarsi cibo e medicamenti. Nessuno di noi ha questo potere di cambiare l’esterno, sarebbe come volerci pettinare i capelli e invece pettinare lo specchio davanti a noi che ci riflette la nostra immagine. 

Se vivi una situazione del genere, sei tu che hai bisogno di ascoltare quel malessere, di dargli un senso, di guardare oltre. Sei tu che hai bisogno di trovare dentro di te il coraggio di lasciare quell’ambiente per intraprendere una professione più in linea con la tua natura e con i tuoi talenti. 

Se non decidi di assumerti la responsabilità della tua felicità, rischi di aspettare la pensione lamentandoti. Serve che il tuo senso etico venga incanalato in un lavoro più coerente con la tua essenza e con le tue qualità profonde. Il mondo ha bisogno di questo! Possiamo cambiare il mondo solo cambiando la nostra prospettiva, il nostro punto di vista. Più persone si risvegliano alla loro vera natura e si allineano a essa, più avremo un mondo fatto di persone felici, soddisfatte e auto-realizzate, e quindi per forza di cose sarà un mondo migliore. 

Da dove si può partire? Innanzitutto è fondamentale fare un lavoro interiore affinché si possano riscoprire le nostre qualità animiche, quelle parti autentiche di noi che ci siamo dimenticati, ma che di fatto in fondo in fondo guidano la nostra etica interna. Si tratta di riconnettersi a uno spazio profondo in cui incontriamo le qualità che fanno parte della nostra vera natura, e che abbiamo chiuso in un cassetto a causa dei condizionamenti familiari e sociali che riceviamo da piccoli. La nostra società ci addestra a cercare un lavoro sicuro senza curarci più di tanto dell’etica e della soddisfazione personale. 

Inoltre, dobbiamo permetterci di riprendere il nostro posto nel mondo, generando così un ordine interno di priorità, dal quale agire. Questo significa che, andando incontro alle nostre qualità animiche ed esprimendole in modo libero, iniziamo a sentirci più compatti e integri, per cui sensazioni di impotenza, frustrazione, colpa, incoerenza diminuiscono. Il senso di autoefficacia aumenta e sentiamo che il cambiamento diventa sempre più possibile e desiderato. 

Grazie alla Scuola di Coach-Counseling dell’Essere, persone come Erica ed Emilio stanno proprio facendo questo importante lavoro interiore, e la meta per loro è sempre più vicina.

Se il desiderio di cambiamento arde anche dentro di te, è importante che tu possa valutare se la Scuola di Coach-Counseling dell’Essere è il sentiero che fa al caso tuo: noi aiutiamo le persone a riconoscere le loro qualità, i loro talenti, e a portarli nel mondo con fierezza e armonia, facendone anche un mestiere al servizio del prossimo.

La Scuola dell’Essere non insegna un metodo tra i tanti. Trasmette un livello di presenza e consapevolezza radicale che cambia il modo in cui sei, prima ancora di come operi. 

Il nostro lavoro parte da un presupposto semplice e rivoluzionario: non puoi guidare gli altri dove tu stesso non sei mai andato. E ci basiamo su un talento molto raro: saper vedere le qualità animiche che ancora non conosci. Nella Scuola ti insegniamo a fare lo stesso e questo cambia tutto, per te e per chi accompagnerai.

Il percorso integra mindfulness con approccio gurdjeffiano, psicobiologia delle emozioni, arteterapia, teatroterapia e lavoro simbolico con l’inconscio. Ma l’aspetto centrale è sempre uno: il campo cardiaco. Quando sei talmente presente da avere il cuore completamente aperto, accadono sblocchi profondi che nessuna tecnica da sola potrebbe produrre.

Questo intervento ha il solo fine di divulgare informazioni sull’essere umano e nuovi punti di vista, dando strumenti di conoscenza e di studio e strumenti della relazione d’aiuto, non è da considerarsi in alcun modo suggerimento medico o psicologico.

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