Il Percorso per diventare Operatore Olistico Master Reiki continua

Ecco la seconda parte del mio articolo sul Reiki, frutto delle mie esperienze da Master Reikista. Buona lettura.

L'Energia Universale del trattamento Reiki

Come già scritto nella prima parte, l’energia utilizzata per il trattamento e a cui si attinge, che tramite il nostro canale (corpo fisico) scorre attraverso di noi raggiungendo il destinatario del nostro trattamento, è quella appartenente a un livello superiore. Non ha niente a che vedere con il prana, di cui tutti noi siamo forniti.

A dimostrazione di ciò può accadere, come ho personalmente sperimentato in più occasioni, che si percepisca, durante l’appoggio delle mani in corrispondenza dei punti da trattare, una sottile presenza oltre la nostra fisica e quella della persona ricevente: un’entità che collabora con noi al buon fine del trattamento stesso. Un vero e proprio Maestro che ci supporta nel trattamento.

Strano a dirsi, ma i maestri spirituali possono davvero venire in nostro aiuto al fine di amplificare il potenziale dell’obiettivo riequilibrante e, per chi è aperto mentalmente e senza troppe barriere, può accadere addirittura di poterli vedere o percepire, a seconda dei propri canali che abbiamo più o meno sviluppati.

Parlo per esperienza.
Un giorno, durante un trattamento, ho proprio “visto”, usando l’occhio intuitivo, un maestro che operava a livello della zona lombare su di una persona che stavo trattando. Non ho provato paura ma piacevolmente colpito, ho proseguito la prassi dei tre minuti a zona, seguendo il protocollo formale dei primi livelli. Questa figura era molto alta, filiforme, dall’aria antica, anziana e semplicemente mi sorrideva con aria molto pacata e pacifica. Man mano che continuavo il trattamento la figura spirituale si è dissolta come in una sorta di filo di fumo, e io ho terminato tutto il trattamento con il dovuto rito finale.

Durante l’usuale condivisione con il paziente che ha usufruito del Reiki, la persona ricevente, senza che io le accennassi la particolarità emersa nel trattamento, mi disse che durante il trattamento aveva sentito, dalla schiena in poi, la sensazione di avere “quattro mani” che la trattavano, senza mai sentirne il distacco dalla zona lombare, proprio come se in cabina fossimo stati due operatori.
“Avrei voluto aprire gli occhi per guardare se effettivamente ci fosse un’altra persona, ma fidandomi di te sapevo che era impossibile. Così mi sono lasciata andare e mi sono comunque goduta il trattamento. Magari alcuni punti trattati sono rimasti ancora attivi mentre tu passavi verso gli altri. Comunque è stato molto strano e intenso!”
Incredibile… Naturalmente ho ringraziato mentalmente i maestri per questa grande opportunità che mi era e ci era stata donata, e solo dopo ho svelato, con tutte le accortezze del caso, la corrispondenza della sua sensazione con la mia “visione”.
Questo può accadere, soprattutto quando siamo allineati all’energia dell’Universo e il nostro intento è particolarmente centrato.

Auguro a tutti gli operatori Reiki, presenti e futuri, di poter vivere un’esperienza come questa e il mio migliore augurio è che le resistenze razionali nel chiudere i canali, anziché aprirli, siano sempre meno limitanti.

E non pensate che certe manifestazioni possano solo accadere a pochi “eletti”: tutti siamo in cammino e tutti abbiamo le stesse opportunità; quello che può essere diverso è il nostro atteggiamento, aperto o chiuso, costruttivo o distruttivo, senza stima o in piena fiducia verso se stessi.

Felice Reiki a tutti.

 

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