Paura vs Amore

Farci governare dalla paura porta a chiuderci al nuovo illudendoci di poter essere al sicuro.

La scorsa settimana vengo a sapere che alcuni genitori dei bimbi nell’asilo dove, dall’anno scorso, faccio laboratorio teatrale hanno indetto una riunione straordinaria con la direttrice dello stesso causa una disapprovazione non nel mio modo di fare attività o nel mio rapporto con i bambini ma nel mio modo di scrivere nel mio blog, nelle mie attività presenti nel nostro sito www.sentierodellessere.org, nel mio modo di affermare ciò in cui io credo.

Ma facciamo ordine…

Ovviamente decido di partecipare all’incontro pur senza appello, poiché riguardava me e non qualcun altro, e così mi presento alla riunione con tre genitori dei venti e passa bimbi della struttura.

In particolare una mamma mi dice testualmente queste parole:

“E dunque tu parli con gli spiriti? Chi sarebbero queste guide interiori? Ma fai le carte alla Vanna Marchi? E poi spiegaci pure, tu chi saresti per scrivere articoli firmati parola di Luca? Chi ti credi di essere?”

Non nego che in quel momento il fuoco del Vril (cit. dai libri di Salvatore Brizzi) mi è salito e, non controllando propriamente le mie emozioni, ho tendenzialmente alzato la voce. Tuttavia sono rientrato in me piuttosto in fretta (utilizzando la mindfulness attiva) e ho cercato di osservare ciò che stava avvenendo…

Avete presente la Caccia alle Streghe? Addirittura disturbati dal mio tatuaggio sulla schiena, come portassi addosso il peggiore dei simboli satanisti.

Intanto, per dovere di cronaca, credo sia interessante dare una spiegazione del mio tatuaggio, visto che è stato menzionato: cosa significa l’occhio racchiuso nel triangolo?

L’immagine dell’occhio, in virtù della sua importanza quale organo di senso, simboleggia presso quasi tutti i popoli l’occhio divino che vede tutto e nell’antichità l’occhio compariva abitualmente come raffigurazione del dio Sole.

Anche nella Bibbia si parla dell’“occhio di Dio” per rappresentarne l’onnipresenza e l’onniscienza. A partire dal Rinascimento, nell’iconografia cristiana l’occhio venne disegnato dentro un triangolo, con riferimento al mistero della Trinità. 

Il triangolo equilatero è il corrispondente geometrico del numero 3, che universalmente rappresenta la perfezione, la crezione, e al suo interno compariva di frequente anche il nome ebraico di Dio: Jahvè o JHWH.

La spirale simboleggia il mistero profondo della vita e l’unità di tutto ciò che esiste.

Chiarito questo particolare, proseguiamo con la storia al quanto surreale, eppure molto, molto reale.

Dopo una serie di negazioni sulla mia ipotesi che noi tutti siamo canali di energia, che chiaramente può non ritrovarci tutti d’accordo, ecco che viene sferrato il colpo di grazia da un padre tra i tre genitori presenti: “Allora Luca, mettiamola così: noi sappiamo e abbiamo visto il tuo lavoro con i bambini ma te lo diciamo schiettamente. Preferiamo avere un cane che lavori in asilo con i nostri bambini ma che all’apparenza sia apposto, che non dia problemi, che non ci faccia preoccupare e non ci desti ansia alcuna!”

Non potevo credere alle mie orecchie… e pensare che lui me lo ha ripetuto per ben tre volte.

A quel punto non avevo più molto da dire, così ho salutato tutti e nei giorni a seguire è accaduto l’inevitabile con la mia decisione, in nome della serenità dei bimbi, di non imbarazzare nessuno con la mia presenza al saggio di Natale, festa di condivisione e di armonia di tutte le famiglie.

Cosa mi insegna questa storia? Che farci governare dalla paura porta a chiuderci al nuovo illudendoci di poter stare al sicuro, come se ciò che all’apparenza ci fa stare tranquilli possa metterci al riparo dal “male”. Eppure esiste uno spazio, dentro di noi, dove la parte più autentica, quella del coraggio e dell’amore, aiuta a farci fare passi importanti verso la comprensione, l’accoglienza, la proposizione, valori essenziali da insegnare ai nostri figli.

Io sono tutto ciò che rappresento e non ho nessuna intenzione di nascondere nessuna parte di me. Se il gioco della società è quello di chiuderci nelle prigioni delle maschere false e cortesi io preferisco essere libero e lontano, anche a costo di essere accusato di paragonarmi a Dio (e su questo non approfondisco…).

Quei genitori non sono da giudicare in quanto, semplicemente, hanno creduto di fare del bene ai loro figli (o forse più a loro stessi?), ma mi permetto di consigliare, a chiunque si possa trovare in una posizione come la loro, di concedere prima di tutto la possibilità di spiegare ciò che non si conosce (non mi avrebbero neanche chiamato all’appello, sentenziando solamente una decisione presa da una minoranza di genitori), e poi di ascoltare il proprio cuore (quanti di noi sono in grado di farlo?) basandosi solo sui fatti.

Esiste ancora un videoclip dell’asilo che realizzammo l’anno scorso intervistando tutti i bimbi per la recita di fine anno… una gioia e un amore incondizionato che oggi, riguardandolo, ha solo da insegnare a tutti noi, adulti cresciuti alcune volte troppo in fretta e troppo presto inariditi al senso del bello, al possibile, al puro e, per questo, troppo accecante.

Parola di Luca.

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