La semplicità senza sforzo

Quando la Mindfulness è entrata nella mia vita, parecchi anni fa, nei primi tempi facevo resistenza ad entrare nel significato profondo di questo meraviglioso strumento. E così hanno fatto molte delle persone che ho seguito e seguo nei percorsi individuali di Counseling. Perché? Con l’esperienza ho compreso che il motivo risiede, paradossalmente, nella sua semplicità e facilità di applicazione ad ogni azione della vita quotidiana. Siamo abituati alle cose difficili, macchinose, complesse. Viviamo in una società in cui dobbiamo apprendere nozioni complicate, attuare sforzi di memorizzazione, impiegare fatica ed energia per farci strada nel mondo. Dentro di noi alberga la convinzione che possiamo ottenere solo con il sudore e lo sforzo. Il nostro paradigma occidentale ci richiede sempre di adeguarci al ritmo del sistema, di mangiare velocemente, essere sempre attivi e pronti, ci richiede sempre di “fare” qualcosa.
Nella Mindfulness non bisogna “fare” nulla. Bisogna “essere”, semplicemente, nel momento presente. E la nostra mente non è abituata. All’inizio rimane spiazzata di fronte a questo rovesciamento di prospettiva.
Dobbiamo solo avere pazienza. Possiamo considerarci come dei principianti di fronte ad uno sport mai fatto prima: il corpo ha bisogno di imparare i movimenti, di allenarsi, di comprendere i meccanismi. Una volta appreso il senso profondo del nuovo sport, riusciamo a farlo nostro, diventa parte di noi.
Nello stesso modo funziona la Mindfulness. Possiamo imparare a entrare nella grazia del momento presente allenandoci a cambiare la prospettiva di quel momento. Dalla frenesia degli impegni quotidiani, possiamo ricavarci dieci minuti al giorno per allenarci.

Trova un fiore che ti piace: una rosa, una margherita, un’orchidea. Può essere il fiore di una pianta del tuo balcone oppure un fiore di un prato. Siediti di fronte al fiore, in una posizione comoda, e inizia a portare la tua attenzione consapevole al respiro. Accorgiti che stai respirando, che l’aria entra ed esce dalle narici, che il petto e la pancia si muovono a ogni respiro. Lascia andare i pensieri e le tensioni del corpo, rilassa i muscoli delle spalle e del collo. Dopo qualche minuto di attenzione al respiro, socchiudi gli occhi e osserva il fiore. Immaginati che in questo momento esistete solo tu e il fiore nell’intero universo. Attiva i tuoi sensi e rivolgili interamente al fiore. Godi della sua bellezza, respira il suo profumo, assaggia i suoi petali attraverso i polpastrelli delle dita. Sii semplicemente presente a tutte le sensazioni che emergono dal contatto con il fiore. Puoi accorgerti di quanto sia bello e perfetto nella sua immobilità. Puoi imparare da lui che la bellezza è nell’essere e non nel fare. Consideralo come il tuo maestro in questi dieci minuti. Se vuoi, puoi connetterti con la sua perfezione e la sua essenza. Ogni volta che arriva un pensiero, tu lascialo andare dolcemente, riportando tutta l’attenzione consapevole al fiore. Lui è lì per guidarti verso la bellezza.
Quando senti che va bene, ritorna nel mondo attraverso tre respiri profondi. Se può esserti utile, puoi annotare su un quaderno tutte le sensazioni, tutti i pensieri e tutte le emozioni che sono emerse durante la pratica.

La semplicità della Mindfulness all’inizio è ciò che ci blocca nel praticarla. Con fiducia possiamo scoprire che la vita è semplice. Solo la nostra società ci insegna a renderla difficile e complicata. Noi, con coraggio e speranza, possiamo riscoprire la bellezza di un momento autentico all’interno della giornata. E coltivando sempre di più questi momenti, possiamo attuare le trasformazioni più grandi.

Parola di Annalisa.

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